Il ghetto di Roma nel Cinquecento. Storia di un’acculturazione


thumbsdi Kenneth Stow

Viella 2014
268 pp.
25 euro

Nel luglio 1555, con la bolla Cum nimis absurdum papa Paolo IV limitò i diritti della comunità ebraica dello Stato della Chiesa e impose l’istituzione del ghetto. Da quel momento in poi, gli ebrei a Roma avrebbero dovuto vivere in una o più strade contigue, separate dalle abitazioni dei cristiani. Questa imposizione fu accompagnata da varie clausole, quali il divieto di avere servitù cristiana, la possibilità di commercio solo di stracci e vestiti usati e l’obbligo di portare il cappello o il fazzoletto giallo per uomini e donne.

Lo scopo primario del ghetto doveva essere quello di accelerare la conversione degli ebrei e la dissoluzione della loro cultura, ma ‒ come qui mostra Kenneth Stow, uno dei massimi esperti di storia degli ebrei italiani ‒ già prima del 1555 gli ebrei romani avevano sviluppato modelli di comportamento individuali e comunitari in grado di poterli sostenere anche nei periodi più duri. Dopo la creazione del ghetto riuscirono a rafforzare ulteriormente le proprie strategie di acculturazione e a sviluppare quindi una microcultura che ne salvaguardò l’identità attraverso i secoli.

Grazie ad un sapiente gioco delle parti, gli ebrei romani misero in scena un «teatro sociale» in grado di farli sopravvivere, restando ebrei e romani, all’interno di un ambiente cristiano che le gerarchie ecclesiastiche avrebbero voluto dominante e oppressivo.

Kenneth Stow è professore emerito di Storia ebraica presso l’Università di Haifa e ha diretto la rivista «Jewish History» per venticinque anni. Tra le sue numerose pubblicazioni: Alienated Minority: The Jews of Medieval Latin Europe(Harvard University Press 1993), The Jews in Rome (2 voll., Brill 1995-1996) e Jewish Dogs: An Image and Its Interpreters (Stanford University Press 2006).

Compassione. Spiritualità e giustizia sociale


9788870169775-hiresdi Matthew Fox

ed. italiana a cura di Gianluigi Gugliermetto

Claudiana 2014

314 pp.

24 euro

I diversi ambiti della vita umana: religione, psicologia, scienza, economia e politica

Le paure umane più profonde: morte, vita, sofferenza, piacere, androginia e colpa

Verso la pratica di una spiritualità  attiva e trasformativa della società

Matthew Fox (ex domenicano espulso dall’ordine dall’ex prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, Joseph Ratzinger, e ora sacerdote della Chiesa episcopale americana) denuncia la mancanza di compassione, tipica della società  contemporanea, come perdita di una delle capacità fondamentali dell’essere umano.

Alla ricerca di un’anima per il mondo globalizzato, l’autore esplora diversi ambiti della vita umana (religione, psicologia, scienza, economia e politica) proponendo un processo di guarigione individuale e collettiva che porti alla rimozione degli ostacoli al libero fluire della compassione.

Matthew Fox, teologo di fama internazionale, è considerato uno dei massimi esponenti della Creation Spirituality, movimento per il rinnovamento della chiesa a partire dal dialogo interreligioso. Tra le sue opere: In principio era la gioia e La guerra del papa. Perché la crociata segreta di Ratzinger ha compromesso la Chiesa (e come questa può essere salvata) (Fazi Editore).

Erasmo e Lutero


copdi Franco Buzzi

Jaca Book 2014
291 pp.
22 euro

Primo volume di un’opera che comprende anche Teologia, spiritualità, cultura e scienza a Milano, Erasmo e Lutero presenta due personaggi che ancora oggi, con i loro discorsi, ci invitano ad attraversare con prudenza e fiducia l’immenso mare di sapere, vita ed esperienza che si aprì davanti ai loro occhi. La «fede» è la tematica principale, elaborata soprattutto da Lutero nelle sue implicazioni cristologiche, in spirito di profonda religiosità. Emergono i limiti del suo modo di recepire la tradizione cristiana in forza del principio «sola Scriptura», sia in rapporto al mondo dei Padri della Chiesa che nei confronti della più ampia tradizione teologica medievale. In campo cattolico, attorno al Concilio di Trento, si registrano le reazioni, anche polemiche, di un pensiero teologico che non rinuncia ad assumere in toto la propria storia, nella temperie culturale rinnovata da un’accentuata sensibilità umanistica. Il tema dell’eresia e quello dell’inquisizione, infine, testimoniano quanto a lungo travagliata sia stata, anche nel mondo cristiano, la conquista di alcuni inalienabili diritti civili della persona.

Franco Buzzi (1948) è Prefetto della Biblioteca Ambrosiana di Milano. Ha scritto su J. G. Fichte e l’idealismo tedesco, Martin Luther e la Riforma, l’Umanesimo, il Concilio di Trento e la teologia della Controriforma. Per le Edizioni San Paolo ha curato la prima edizione italiana del commento di Luther alla Lettera ai Romani (1996).

Predicazione, eserciti e violenza nell’Europa delle guerre di religione (1560-1715)


9788870169980-hiresa cura di Gianclaaudio Civale

Claudiana 2014
416 pp.
35 euro

La predicazione come strumento di motivazione religiosa , coesione e controllo dei combattenti

Mobilitazione armata, pratica religiosa e violenza degli eserciti

L’effettivo ruolo del clero cattolico e protestante nelle scelte politiche e strategiche

Nell’intento di mantenere coesi e motivati gli eserciti, nell’Europa delle guerre di religione i predicatori dei contrapposti fronti confessionali – ministri riformati e clero cattolico – utilizzarono la predicazione come risorsa retorica “disciplinante” e, al contempo, si fecero carico di giustificare religiosamente la guerra.
Nel volume – che raccoglie gli atti del LI Convegno di Studi sulla Riforma e sui movimenti religiosi in Italia – si riflette su come la retorica del combattimento per la fede, con i suoi numerosi riferimenti biblici, influì sulla mobilitazione armata, sulla pratica religiosa e sulla violenza degli eserciti.

Gianclaudio Civale, ricercatore di Storia Moderna presso l’Università degli Studi di Milano, è autore di numerosi saggi e dei volumi Con secreto y disimulación. Chiesa e Inquisizione nella Siviglia del secolo XVI, ESI, e Guerrieri di Cristo. Inquisitori, gesuiti e soldati alla battaglia di Lepanto, Unicopli.

Cattolici sì, ma nuovi


9788870169973-hiresdi Marina Jarre

Claudiana 2014
109 pp.
11,90 euro

L’antenato Jean all’alba della domenica 16 agosto del 1716 s’incamminò in compagnia del cugino Étienne e della di lui moglie dal suo villaggio, alto sopra Fenestrelle, portando con sé il primogenito nato due giorni innanzi.

Basato su rigorose fonti documentarie anche inedite, il nuovo libro di Marina Jarre – ultimo della trilogia valdese che comprende Ascanio e Margherita e Neve in Val d’Angrogna – racconta degli abitanti dell’alta Val Chisone del Piemonte, che con la revoca dell’editto di Nantes dovettero farsi cattolici per non essere costretti a emigrare, come invece decisero altri, verso paesi di fede protestante.

La storia del vano tentativo di ritornare alla fede valdese di parte della popolazione locale è la testimonianza di una coraggiosa e disarmata resistenza civile, unica nella storia italiana. Al piccolo Gioele Orcellet, inconsapevole discendente di questi montanari, è dedicato il libro.

Marina Jarre, nata a Riga, in Lettonia, è autrice di romanzi e racconti, alcuni dei quali tradotti in tedesco, francese e ungherese, fra cui Ascanio e Margherita, Bollati Boringhieri, e Ritorno in Lettonia, Einaudi. Per Claudiana ha pubblicato Neve in Val d’Angrogna.

Sulle strade dei valdesi. Guida alla via dell’Esilio


sulle-strade-dei-valdesidi Albert de Lange e Samuele Tourn Boncoeur

Edizioni del Capricorno 2014
160 pp.
14 euro

Una guida completa per ripercorrere, a piedi o in bicicletta, l’itinerario della deportazione dei valdesi dal Piemonte alla Svizzera avvenuta nell’inverno del 1687.

Le tappe, le cartine dettagliate, gli indirizzi utili per pernottare lungo il percorso.
E, giorno per giorno, la cronaca di quel lungo cammino verso l’esilio.

Camminare è bello. Camminare su sentieri storici è ancora più bello, perché si vedono in una dimensione più profonda i paesaggi, i paesi, le città. Con la mente si ripercorrono gli avvenimenti che un tempo si sono verificati lungo il percorso. In questa guida viene presentato un sentiero secolare, lungo una via già tracciata in epoca romana, una strada che univa Torino e Ginevra attraverso il colle del Moncenisio. Nei mesi di gennaio-febbraio del 1687, quella strada fu percorsa da 2700 valdesi, deportati dall’esercito sabaudo. Erano persone di tutte le età: donne, uomini, bambini e anziani. Più di 300 persero la vita lungo il percorso. Oggi il sentiero storico «Le Strade degli Ugonotti e dei Valdesi», certificato dal Consiglio d’Europa come «Itinerario culturale europeo», conduce sino a Bad Karlshafen, nel Nord dell’Assia. In Italia il percorso valdese descritto in questa guida parte da Saluzzo, in Piemonte: 14 tappe che valicano le Alpi e giungono a Ginevra, attraversando valli, paesi e città di Italia, Francia e Svizzera. Cartine, un apparato iconografico realizzato ad hoc e una fitta sequenza di approfondimenti storici, artistici e culturali per approfondire le proprie conoscenze su luoghi e ambienti attraversati. Perché camminare sulle «Strade degli Ugonotti e dei Valdesi» significa rendersi conto che nel frattempo è sorta un’alternativa: un’Europa unita e in cui sono forti i valori di libertà e tolleranza e nella quale vengono rispettati i diritti umani, la libertà religiosa e di coscienza.

Albert de Lange, nato 1952 a Zwolle, nei Paesi Bassi, tra il 1970 e il 1977 studia alla facoltà riformata di Teologia di Kampen. Nel 1986-1990 collabora con la Società di Studi Valdesi di Torre Pellice per preparare le manifestazioni del Tricentenario del Glorioso Rimpatrio. Dal 1990 vive in Germania, a Karlsruhe, dove lavora come freelance e storico della Chiesa. Per la sua bibliografia e attività si veda: http://www.albert-de-lange.de.

Samuele Tourn Boncoeur, nato a Pinerolo nel 1982, è laureato in Storia e tutela del patrimonio artistico e archeologico alla facoltà di Lettere presso l’Università di Torino. Attualmente lavora presso la Fondazione Centro Culturale Valdese di Torre Pellice con l’incarico di conservatore del Museo Valdese.

Come ho tentato di diventare saggio


9788815252999di Altiero Spinelli

Il Mulino 2014
456 pp.
15 euro

«questo libro, che a me sembra uno dei più belli che in questa generazione si siano aggiunti al corpo della “letteratura italiana”… un libro importante della letteratura del Novecento, che è anche un importante documento politico del nostro tempo» Arrigo Levi

A vent’anni era già un rivoluzionario di professione pronto per il Tribunale speciale fascista; a poco meno di trentacinque abbozzava il progetto di un federalismo europeo per il quale avrebbe lottato per il resto della vita. Nei riguardi della propria azione Altiero Spinelli nutriva ad un tempo orgoglio e timore che non ne rimanesse segno, così negli ultimi anni si decise a scrivere questo libro, che racconta la sua vita fino alle soglie del dopoguerra: la giovinezza, le prime letture, l’adesione al partito comunista, la scoperta dell’amore e del sesso, la cospirazione, i sedici anni di carcere e di confino, i primi passi dell’impegno per il federalismo europeo. Ne è risultata una «confessione» di rara intensità, dove le tessere dell’esperienza personale e politica sono ricomposte in un esemplare romanzo di formazione, una testimonianza che ha pochi eguali nella memorialistica del Novecento italiano.

Altiero Spinelli (1907-1986) è stato fra l’altro membro della Commissione delle Comunità europee e deputato al Parlamento italiano ed europeo. Oltre a queste memorie (1984; premio Viareggio, premio Acqui, premio Marotta), di Spinelli il Mulino ha pubblicato i tre volumi del «Diario europeo» (1989-92) e numerose raccolte di scritti politici.

Roma negata. Percorsi postcoloniali nella città


1842-6 Roma negata_S&R_cop_21-14_Layout 1di Rino Bianchi e Igiaba Scego

Ediesse 2014
157 pp.
13 euro

Negli anni trenta del secolo scorso Asmara, Mogadiscio, Macallè, Tripoli, Adua erano nomi familiari agli italiani. La pro paganda per l’impero voluta da Benito Mussolini era stata battente e ossessiva.
Dai giochi dell’oca ai quaderni scolastici, per non parlare delle parate, tutto profumava di colonie. Di quella storia ora si sa poco o niente. Anche se in Italia è forte la presenza di chi proviene da quelle terre d’Africa colonizzate. Ci sono eritrei, libici, somali, etiopi.
Il libro riprende la materia dell’oblio coloniale e la tematizza attraverso alcuni luoghi di Roma che portano le tracce di quel passato disconosciuto. I monumenti infatti, più di altre cose, ci parlano di questa storia, dove le ombre sono più delle luci. Prende vita così un’analisi emozionale dei luoghi voluti a celebrazione del colonialismo italiano, attraverso un testo narrativo e delle fotografie.
In ogni foto insieme al monumento viene ritratta anche una persona appartenente a quell’Africa che l’Italia ha invaso e dimenticato. Una sorta di riappropriazione della storia da parte di chi è stato subalterno. Una riappropriazione per costruire finalmente un’Italia decolonizzata, multiculturale, inclusiva, dove ogni cittadino possa essere finalmente se stesso.

Rino Bianchi, fotografo e fotogiornalista professionista dal 1990, collabora con le più importanti testate italiane ed estere con servizi di costume, people, reportage e ritrattistica.

Igiaba Scego, è nata a Roma, classe 1974. Scrittrice e ricercatrice. Collabora per giornali e riviste, quali Pubblico, L’Espresso, Repubblica-cronaca di Roma e Internazionale. Ha un dottorato di ricerca in pedagogia (in temi postcoloniali) e all’attivo diverse collaborazioni con università all’estero. Ha scritto il libro per ragazzi La nomade che amava Alfred Hitchcock (Sinnos), i romanzi Rhoda (Sinnos) e Oltre Babilonia (Donzelli). Ha curato il volume di racconti Italiani per vocazione (cadmo) e insieme alla collega Ingy Mubiayi Quando nasci è una roulette (Terre di Mezzo), un reportage sui figli di migranti. Diversi suoi racconti sono apparsi in antologie a più mani, come Pecore Nere (Laterza) e Amori Bicolori (Laterza). La sua ultima fatica è il memoir La mia casa è dove sono (Rizzoli), premiato con il Mondello 2011.

Il caso OGM. Il dibattito sugli organismi geneticamente modificati


9788843072897di Roberto Defez

Carocci 2014
148 pp.
11 euro

Sugli OGM ci si limita a schierarsi. Il tema, al contrario, va affrontato con raziocinio: gli OGM ci riguardano. E non solo perché dal 1996 sono entrati a far parte della nostra alimentazione. Ci riguardano perché con essi si gioca il futuro dell’economia, dell’agricoltura, dell’ambiente in cui viviamo. Ci riguardano perché con gli OGM produciamo il meglio del made in Italy esportato in tutto il mondo, dalla moda all’agroalimentare. Ma allora perché c’è chi diffonde paure e sospetti senza fornire dati, documenti e statistiche? Quali interessi si nascondono dentro al piatto che mettiamo in tavola tutti i giorni?

Roberto Defez dirige il Laboratorio di biotecnologie microbiche all’Istituto di bioscienze e biorisorse del CNR di Napoli. Da anni è coinvolto nel dibattito pubblico sulla validità degli OGM, con interventi incentrati sulla valutazione scientifica dei dati tecnici disponibili.

Filologia del Nuovo Testamento. La tradizione e la trasmissione dei testi


9788843073207di Riccartdo Maisano

Carocci 2014
184 pp.
16 euro

Come sono arrivati fino a noi i testi dei libri che formano il Nuovo Testamento, e come si usano le moderne edizioni? I manoscritti, le traduzioni antiche e le citazioni dei padri della Chiesa ci offrono testimonianze uniformi o tramandano la fisionomia di testi vivi, che hanno permesso alla parola della Scrittura di crescere nel tempo con i suoi interpreti? Il manuale, nel rispondere a queste domande, introduce allo studio storico dei testi e dei testimoni del Nuovo Testamento e della loro trasmissione, informando sulle tendenze recenti della critica testuale neotestamentaria e suggerendo al lettore itinerari e strumenti per un approfondimento personale.

Professore di Filologia neotestamentaria all’Università di Napoli “L’Orientale”, Riccardo Maisano ha pubblicato saggi di letteratura cristiana e bizantina, storia della storiografi a, storia degli studi. Ha curato edizioni e traduzioni di autori tardoantichi e medioevali, tra cui Temistio, Girolamo, Romano il Melodo, Giovanni Mosco, Giorgio Sfranze.